Dall’ingegno lussureggiante sbocciano fiori notturni e surreali, mani abilissime ne sfogliano i Petali per farli volteggiare nell’aria. Sono miriadi, come quelli del ciliegio ad aprile ma non sono quasi mai bianchi né aspettano la primavera per avvolgerci nella loro malia. Tulle e trine, pizzo e gemme, di solito; a volte metallo e plastica: sono gli ornamenti che si stringeranno attorno ai nostri colli, che ci costringeranno i polsi e, infine, ci trafiggeranno il cuore.
Le Utopie sono più ambiziose. Ci ricordano che tutto può diventare qualcos’altro ma che non è da tutti immaginare e realizzare una metamorfosi. Le Utopie sono la materializzazione di pensieri troppo vivaci e assetati di libertà per rimanere chiusi nella gabbia della mente che li ha generati, per quanto essa sia spaziosa e confortevole. E quindi sfruttano le correnti come aerostati, come lanterne illuminano la via, elevano lo spirito alla maniera dei buoni libri. Si possono appoggiare, appendere, indossare ma mai possedere del tutto. Petali e Utopie, anche quando avranno ufficialmente “una casa e una famiglia”, continueranno a mantenere la propria esigente, esclusiva personalità. Potrebbe succedere allora che l’uccellino nella gabbia di chiodi cominci a cantare, che la mongolfiera voli fuori dalla finestra, vedovella e ceneri da spargere comprese; che l’omino fatto di spilli vi punga mentre dormite e che le bamboline in gramaglie proclamino un ammutinamento generale. A proposito, non vi sembra che le stanze del vostro appartamento abbiano preso a somigliare un po’ troppo a quelle di una casa di bambole gotica? Quando avete appeso quel ritratto di Emily Dickinson alla parete?
Eventualità affascinante ... Basterà un pizzicotto, forte, per farci arrendere alla realtà ma Petali e Utopie ci ricondurranno in men che non si dica al sogno.